Dal Gambero Rosso Tre Bicchieri da record per il nostro Semprebon

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Il nostro Semprebon ha conquistato i Tre Bicchieri sulla guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso. Nella storia di quella che molti considerano la “Bibbia” dei wine lover italiani e la pubblicazione di settore più influente all’estero è la prima volta che un Lambrusco amabile raggiunge il massimo riconoscimento.

Già nell’edizione precedente la guida del Gambero aveva premiato il nostro Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Dop con i Tre Bicchieri. In quel caso, però, a ottenere il simbolino più ambito da tutte le cantine dello Stivale era stato il Monovitigno, che rappresenta una delle espressioni più tipiche di Fattoria Moretto.

Un piccolo record che è una doppia soddisfazione

Se confermarsi ai massimi livelli su una guida così prestigiosa è sempre una grande soddisfazione, riuscirci con un vino che non è solito finire sotto i riflettori lo è ancora di più per due motivi.

Da un lato, infatti, i Tre Bicchieri al Semprebon dimostrano l’alta qualità diffusa dei nostri prodotti, un obiettivo su cui lavoriamo da anni e che rappresenta per noi il miglior biglietto da visita per chi ci incontra per la prima volta. Dall’altro, questo premio dimostra come la tipologia amabile, considerata spesso un retaggio del passato, possa avere un presente e un futuro radiosi se interpretata in chiave contemporanea. 

Il segreto del Semprebon, il Lambrusco amato dai giovani

Non è un caso, d’altra parte, se proprio il nostro Lambrusco amabile è il vino più richiesto dai nostri clienti più giovani. In occasioni di fiere, eventi o degustazioni in cantina sempre più spesso i Millenials e la generazione Z scelgono come primo bicchiere le bollicine fresche e seducenti del Semprebon, che declina i classici profumi di more selvatiche e amarena in un sorso leggermente più morbido rispetto alla versione secca del Grasparossa.

Seduti attorno a un tavolo o dietro a un banchetto, ci è capitato più volte di chiedere il motivo di questa preferenza e le risposte, bene o male, sono sempre state tre: grande bevibilità, ottimo equilibrio e croccantezza. Tre fattori che ritornano anche negli altri nostri vini e che rappresentano un po’ la carta d’identità del Grasparossa di collina.