Nel cuore dell’Emilia, sulle prime colline di Modena, Castelvetro è una meta turistica affascinante e piena di sorprese. Già Città del Vino dal 1994 e Bandiera Arancione del Touring Club dal 2003, nel 2025 è stata inserita anche tra i Borghi più belli d’Italia.
Cosa rende così speciale il nostro piccolo comune? Per qualcuno il merito è delle magnifiche strutture medievali. Per altri la ragione va cercata nel legame speciale con alcune eccellenze enogastronomiche, in primis il Lambrusco Grasparossa. Altri ancora sottolineano come negli anni Castelvetro abbia saputo scrollarsi di dosso l’immagine di “cartolina statica” unendo il fascino storico a un’accoglienza contemporanea e diventando così una destinazione enoturistica dinamica.
Forse la risposta giusta è un mix di tutto questo, ma una cosa è certa: per comprendere e pienamente la bellezza di Castelvetro di Modena occorre arrivarci per viverla e respirarla in tutte le sue sfumature.
A Castelvetro, un mini tour nel paese delle meraviglie
Un itinerario facile e suggestivo per entrare subito nel cuore di Castelvetro inizia da Piazza Roma, il balcone del borgo. Il 21 marzo 2026, primo giorno di primavera, è stata inaugurata la “nuova scacchiera”, uno degli elementi più iconici del territorio modenese. Un importante intervento di restauro ha interessato non solo la pavimentazione bicolore in marmo e sasso ma l’intero assetto della piazza, comprese le scalinate storiche che collegano il centro alle vie sottostanti.
Camminare tra la Torre dell’Orologio e la Torre delle Prigioni, con la vista che spazia verso le colline modenesi, è un esercizio di equilibrio tra Medio Evo e modernità. Qui la scacchiera non è solo decoro: ogni due anni – il prossimo appuntamento è a settembre 2026 – diventa il campo di battaglia della Dama Vivente, una rievocazione storica che trasforma il borgo in un set rinascimentale.
Tra scrigni del gusto e prodotti eccellenti
Una visita all’Acetaia Comunale, situata all’interno del municipio, è un’opportunità che viene offerta ai visitatori una domenica al mese. L’odore del mosto cotto che invecchia nei legni è l’essenza di Modena, un tuffo nell’antica tradizione che ha reso celebri queste terre nel mondo. Già varcando la porta d’ingresso, si è accolti dall’aroma dell’aceto che fermenta e matura nei “vasselli”. In due batterie da sette botticelle ciascuna, il lento scorrere del tempo è alla base dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, un tesoro riconosciuto con il marchio Dop.
Se per pranzo o cena il borgo propone in pochi metri diversi ristoranti, per un assaggio di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Dop, accompagnato da una selezione di salumi, formaggi e altre golosità del territorio, vi aspettiamo nell’enoteca e bottega di Fattoria Moretto in via Cialdini 24.
La bellezza a Castelvetro: è tutto intorno a te
Rimanendo nel borgo meritano una visita il Museo Rosso Graspa, dedicato alla storia e alla cultura del territorio, e Palazzo Rangoni, antico quartier generale dei signori della città. Mentre a pochi chilometri le mete più interessanti sono il castello di Levizzano Rangone con la Torre matildica e le stanze dei vescovi, il Santuario di Puianello e le chiese di Solignano.
In autunno lo spettacolo del foliage
Immaginate una grande tela naturale, in cui le foglie assumono i colori della terra diventando gialle, arancioni, rosse e infine marroni. Se capitate a Castelvetro in autunno, c’è uno spettacolo per cui non c’è da pagare alcun biglietto e, nonostante si ripeta ogni anno, continua a restare imperdibile: il foliage.
Non riguarda solo boschi e foreste, ma coinvolge anche i vigneti con esplosioni di colore create dalle vigne di Lambrusco Grasparossa. Dopo aver donato grappoli succosi, le piante si tingono di rosso fuoco, una meraviglia unica da cui deriva anche il nome del nostro amato vitigno.
